Santuario di Romituzzo

  Il VANGELO della Domenica delle palme
« Osanna al figlio di Davide! ».


Dal vangelo secondo Matteo. ( Mt 21, 1-11 )

[1]Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due dei suoi discepoli [2]dicendo loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte: subito troverete un'asina legata e con essa un puledro. Scioglieteli e conduceteli a me. [3]Se qualcuno poi vi dirà qualche cosa, risponderete: Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà subito». [4]Ora questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato annunziato dal profeta:
[5]Dite alla figlia di Sion:
Ecco, il tuo re viene a te
mite, seduto su un'asina,
con un puledro figlio di bestia da soma.
[6]I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: [7]condussero l'asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. [8]La folla numerosissima stese i suoi mantelli sulla strada mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla via. [9]La folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli! [10]Entrato Gesù in Gerusalemme, tutta la città fu in agitazione e la gente si chiedeva: «Chi è costui?». [11]E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nazaret di Galilea».

Parola del Signore.



« Benedetto colui che viene nel nome del Signore! ».


Riflessione.

Fin dall’antichità la liturgia cristiana ha commemorato l’ingresso del Signore in Gerusalemme. Portando in solenne processione rami di ulivo o di palma benedetti, imitando le folle degli Ebrei e dei fanciulli che acclamavano Gesù Re Signore, il popolo cristiano celebra questo evento andando incontro al Messia cantando a gran voce: “Osanna al Figlio di Davide”.
Conservare nelle case le palme benedette serve a richiamare alla mente dei fedeli la vittoria di Cristo e la sua signoria sulla nostra vita e sulla famiglia.
La liturgia della parola, che proclama il mistero della passione di Gesù, caratterizza la celebrazione eucaristica di questa domenica; mettendo in piena luce l’ aspetto redentivo della sofferenza del Cristo, la interpreta come avvenimento salvifico sottolineandone la sua potenza. La lettura del “Passio” più che un resoconto dei fatti ci mostra Gesù di Nazareth come il servo fedele-sofferente e la sua è una morte redentrice a favore di coloro che non hanno altra possibilità di riscatto; per questo il Padre lo esalta risuscitandolo dai morti e gli conferisce ogni potere in cielo e in terra.




 

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