Santuario di Romituzzo

  Il VANGELO della V Domenica di Pasqua

« Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo ».


Dal vangelo secondo Giovanni. Gv 15, 1-8

[1] In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. [2]Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. [3]Voi siete gia mondi, per la parola che vi ho annunziato. [4]Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. [5]Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. [6]Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. [7]Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. [8]In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:

Parola del Signore



« Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto ».



Riflessione.

Il Padre, come un paziente agricoltore, non si stanca di curare amorevolmente la sua vigna, dove Gesù suo Figlio è la vite scelta. Quest’ immagine dice tutto l’amore di Dio per il suo popolo e in particolare per ognuno di noi, tralci della vite. Il Signore oggi ci invita ad accorgerci di quanto il Padre suo tenga ad ogni uomo e nello stesso tempo afferma che senza di lui ci secchiamo, la nostra vita è infeconda. Rimanere in lui è garanzia di bene, di gioia per noi e il Padre stesso sarà glorificato, si rallrgrera per questi frutti di santità.






 

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