Santuario di Romituzzo

  Il Vangelo della solennità dell’Immacolata

“Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio”

Dal vangelo secondo Luca Le 1, 1-8

[26]In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, [27]a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. [28]Entrando da lei, disse: “(Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”.
[29]A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. [30]L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. [3l]Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. [32]Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre [33]e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». [34]Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». [35]Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su dite, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. [36]Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: [37]nulla è impossibile a Dio». [38]Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l’angelo partì da lei.

Parola del Signore.


« Nulla è impossibile a Dio ».

ORAZIONE

O Padre, che nell’immacolata concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l’hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

La santità e purezza di spirito che l’orazione iniziale di questa solennità invoca, non devono restare un pio desiderio, il credente è chiamato a tradurre in pratica quanto la preghiera esprime.
Ogni Cristiano è invitato ad individuare e rimuovere dalla sua storia quotidiana tutto ciò che non è santo e non è puro, consapevole che la cultura nella quale vive non gli rende facile questo impegno. C’è la chiara consapevolezza che pur avendo rinunciato al peccato e alle seduzioni del male e con il battesimo siamo stati liberati da quella colpa antica, tuttavia restano in noi “le ferite” che segnano il nostro cammino quotidiano. L’Eucaristia domenicale resta per i fedeli l’unico unguento capace di “guarire in noi le ferite di quella colpa da cui, per singolare privilegio, è stata preservata la Vergine Maria”. La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria, l’amore di Dio che ha reso immacolata la Madre di Gesù rende oggi santo ogni suo discepolo.



 

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