Santuario di Romituzzo

  IL VANGELO DELLA VENTISEIESIMA DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO

« Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto ».


Dal vangelo secondo Luca. 16, 1-13

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli: «C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto. Se dunque non siete stati fedeli nella disonesta ricchezza, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

Parola del Signore.

« Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l'uno e amerà l'altro. Non potete servire a Dio e a mammona».

Riflessione.

Bisogna sottolineare che il discorso di Gesù contiene degli aspetti paradossali e che quindi non vanno interpretati in maniera letterale, oggi non ci viene presentato un Dio che loda e premia i furbi disonesti. Cristo, in questa parabola, non loda quell’amministratore che rimane disonesto, ma loda lo zelo, il suo industriarsi, e si rammarica che i credenti non si impegnino abbastanza per essere ricchi di grazia e del vero bene.

Preghiamo
O Padre, che ci chiami ad amarti
e a servirti come unico Signore,
abbi pietà della nostra condizione umana;
salvaci dalla cupidigia delle ricchezze,
e fa’ che alzando al al cielo mani libere e pure,
ti rendiamo gloria con tutta la nostra vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio
e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.




 

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