Santuario di Romituzzo

  IL VANGELO DELLA TRENTADUESIMA DOMENICA DEL
TEMPO ORDINARIO

« I figli della risurrezione, sono figli di Dio ».


Dal vangelo secondo Luca. 19, 1-10

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda: «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli. Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli. Da ultimo anche la donna morì. Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio. Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe. Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui». Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».

Parola del Signore.

« Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi ».

RIFLESSIONE

Il significato della vita terrena e di ciò che avverrà dopo la morte è il problema di tutti i popoli e di tutti i tempi. Oggi, come al tempo di Gesù, ci sono molti che affermano che non esiste una vita ultra terrena e anche molti cristiani sono poco convinti quando dicono di credere nella risurrezione della carne e nella vita eterna. S. Paolo dice che se non c’è risurrezione, a poco serve la nostra fede e noi credenti siamo da compiangere più di tutti gli altri uomini perché la fede non riesce risolvere i diversi problemi legati alla vita terrena.
Dio e il suo amore per noi non può abbracciare solo lo spazio breve e fugace di una vita umana ma è per una alleanza eterna che va aldilà di una esistenza corruttibile. Dio avrebbe perduto il suo tempo a creare uomini condannati a scomparire per sempre, il suo amore e la sua fedeltà non possono essere provvisori. Ammettere che egli possa dimenticare o interrompere l’amore che ha per noi, sarebbe negare la su stessa esistenza.
Dio è colui che dona la vita nel tempo e nell’eternità e rimane padre per sempre di quei figli cha redento con il sangue prezioso del suo Cristo; è perdono, misericordia e provvidenza in questa vita, è gioia e beatitudine piena nell’eternità.

PREGHIAMO

O Dio, Padre della vita e autore della risurrezione, davanti a te anche i morti vivono;
fa’ che la parola del tuo Figlio seminata nei nostri cuori, germogli e fruttifichi in ogni opera buona, perché in vita e in morte siamo confermati nella speranza della gloria. Per il nostro Signore Gesù Cristo tuo Figlio che è Dio
e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Amen.




 

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