Santuario di Romituzzo

  Il Vangelo della Domenica xxv T.O. L'amministratore infedele >
Dal Vangelo di Luca (16, 1- 9)

[1]In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli: "C'era un uomo ricco che aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. [2]Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non puoi più essere amministratore. [3]L'amministratore disse tra sé: Che farò ora che il mio padrone mi toglie l'amministrazione? Zappare, non ho forza, mendicare, mi vergogno. [4]So io che cosa fare perché, quando sarò stato allontanato dall'amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua. [5]Chiamò uno per uno i debitori del padrone e disse al primo: [6]Tu quanto devi al mio padrone? Quello rispose: Cento barili d'olio. Gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti e scrivi subito cinquanta. [7]Poi disse a un altro: Tu quanto devi? Rispose: Cento misure di grano. Gli disse: Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta. [8]Il padrone lodò quell'amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
[9]Ebbene, io vi dico: Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché, quand'essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne.
Parola del Signore


La vera ricchezza

In questa parabola, Gesù non loda la disonestà del fattore, che chiamato a render conto della sua amministrazione, ruba al suo padrone, le sue parole non sono un incoraggiamento al male.
Gesù porta a esempio lo zelo, l'ingegno dell'amministratore infedele, l'industriarsi di quest'uomo per trovare una sicurezza economica anche quando perderà il suo lavoro. Gesù rimane ammirato perché i figli delle tenebre, in altre parole coloro che adorano il dio danaro, nel gestire i loro affari sono più scaltri dei figli della luce.
Oggi meraviglia che i Cristiani, come i figli delle tenebre, sprechino molte energie e usino mezzi leciti e no per progetti solo terreni; hanno invece meno entusiasmo, meno tempo, meno gioia per crescere nella conoscenza di Dio.
E' ancora lontano da noi il credere che Dio è il valore, la ricchezza intramontabile che nulla riesce a sostituire e che dobbiamo conquistare ad ogni costo.



 

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