Santuario di Romituzzo

 
IL VANGELO DELLA DECIMA DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO


« Il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse:
«Non piangere!». ».


In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain, e con lui camminavano i suoi discepoli e una grande folla. Quando fu vicino alla porta della città, ecco, veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: «Non piangere!». Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi», e: «Dio ha visitato il suo popolo».
Questa fama di lui si diffuse per tutta quanta la Giudea e in tutta la regione circostante.

Parola del Signore.

« «Ragazzo, dico a te, àlzati!». Il morto si mise seduto
e cominciò a parlare ».


RIFLESSIONE

Quel giorno, al tramonto del sole, Gesù si imbatte in un corteo funebre ed è profondamente commosso dal pianto inconsolabile di una madre. “ Veniva portato alla tomba un morto, unico figlio di una madre rimasta vedova”. Gesù è il cuore del Padre che esprime il suo amore viscerale per la sofferenza dell’uomo: “Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: Non piangere”. Gesù, il Signore della vita, ha il potere di arrestare l’emorragia del pianto di una madre doppiamente sconfitta dalla morte. Il Signore arresta il corteo funebre e, incurante di trasgredire la legge mosaica che vietava ogni contatto con un cadavere, tocca la bara, così facendo ha fatto sua la nostra morte per fare nostra la sua vita.
“ Alzati” è il verbo della risurrezione e noi, destinati a morire, in lui otteniamo la caparra della vita immortale. Tra Gesù e il credente non si stabilisce un contatto di rianimazione ma di comunione con la sua vita divina. Gesù non è un «un grande profeta sorto tra noi», ma è il Signore, colui che morendo ha vinto la morte e risorgendo ha ridato a noi la vita.


PREGHIAMO

O Dio, consolatore degli afflitti,
tu illumini il mistero del dolore e della morte
con la speranza che splende sul volto del Cristo;
fa’ che nelle prove del nostro cammino
restiamo intimamente uniti alla passione del tuo Figlio,
perché si riveli in noi la potenza della sua risurrezione.
Egli è Dio, e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli. Amen




 

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