Santuario di Romituzzo

 
IL VANGELO NELLA SOLENNITÀ DEL NATALE DI GESÙ CRISTO

« Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo».



Dal vangelo secondo Giovanni. 1. 1-5, 10-14

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio. Egli era in principio, presso Dio:
tutto è stato fatto per mezzo di lui
e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta.
Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto.
A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue
né da volere di carne né da volere di uomo,
ma da Dio sono stati generati.
E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi;
e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito
che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Parola del Signore.

« A quanti l' hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio ».

Riflessione

"E il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare in mezzo a noi”(Gv 1,14).
Gesù Cristo, Dio fatto uomo, nel suo ministero messianico, ci svela il volto di Dio, che è Padre, nel quale l'uomo trova il suo perfetto e completo compimento. Gesù nato a Betlemme, che significa casa del pane, è “il pane disceso dal cielo per la vita degli uomini” (Gv 6).E’ lui l'intervento ultimo e definitivo di Dio nella storia nell'umanità che illumina tutti gli aspetti dell'esistenza umana, e la salva integralmente. Egli proclama l'intima vicinanza di Dio Padre nell’oggi della storia che per la sua manifestazione diventa storia di salvezza: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il Dio-con-loro. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”(Ap 21, 3-4).
Cristo, pane disceso dal cielo, è la “Terra promessa” in cui la fame di pane e la fame di Dio, procedenti dall'unità del corpo e dello spirito, che è l'essere umano, sono saziati.
Cristo infatti è stato consacrato e inviato perché porti la Buona Novella ai poveri, liberi i prigionieri, guarisca gli ammalati, liberi i carcerati, risusciti i morti, in breve, perché annunzi che è venuto il tempo dell'anno sabbatico di liberazione totale. E’ con Cristo che ha inizio il giubileo di Dio, l'anno di grazia del Signore. I cieli, che prima erano chiusi, si sono aperti: Dio si è fatto vicino e rinnova tutta la creazione.



 

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